Home Il Santo del giorno SUPPLICA AL BEATO GIOVANNI LICCIO per chiedere una grazia

SUPPLICA AL BEATO GIOVANNI LICCIO per chiedere una grazia

Nella estrema necessità in cui ci troviamo, o Beato Giovanni, ricorriamo fiduciosi a Te, supplicandoti di ascoltarci e impetrarci da Dio la grazia che imploriamo. (si chiede mentalmente la grazia).
Sì, noi lo confessiamo sinceramente, o Beato Giovanni; le nostre colpe, le nostre infedeltà, le nostre inosservanze dei comandanti divini sono molte, e ci rendono immeritevoli degli sguardi benigni e misericordiosi di Dio; ma Tu che fosti l’amico prediletto e devoto della Immacolata Madre di Dio, Maria, e che appunto per questo osti da Lei ispirato a compiere opere meravigliose di conversione di peccatori e di bene per l’umanità sofferente, ottenendo prodigi in favore di tutti, deh! ora che godi la visione beatificata di Dio, sotto il manto di quella Vergine gloriosa, del cui S. Rosario fosti in terra strenuo propagatore in tutta Italia, rannodando molte anime alla corona benedetta, per cui Ella si sentì tanto onorata e lodata dai popoli, non tardare a intercedere per noi presso una tanto gloriosa Regina.
Sì, caro nostro santo Patrono, non ci lasciare delusi nella nostra umile supplica, e fa in modo che la fiducia riposta nel tuo patrocinio si accresca sempre più in noi, che, rimanendo consolati dalla grazia sospirata, possiamo vederti poi più glorificato sulla terra per la maggiore gloria di Dio. Così sia.

V/. Ora pro nobis Beate Joannes.
R/. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

OREMUS
Deus, qui beatum Joannem, Confessorem tuum, plena sui abnegatione atque eximiae caritatis zelo clarescere voluisti: eius nobis imitatione concede ut abdicatis terrenis affectibus, in tua dilectione vivamus. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

PREGHIERA
O Dio, fonte di ogni bene, datore di ogni dono perfetto, Padre di bontà, fuoco di carità, tu hai reso il Beato Giovanni pienamente partecipe della missione del tuo Figlio Gesù nell’annunciare il Vangelo, nel guarire gli ammalati, nel consolare gli afflitti, predicando a tutti la tua misericordia e il tuo perdono.
Ti ringraziamo per averci donato il Beato Giovanni nostro concittadino e protettore, dato a noi come modello di vita cristiana, perchè sul suo esempio anche noi possiamo essere veri seguaci di Gesù Cristo: testimoni di fede e di speranza, carità e di giustizia.
O Beato Giovanni: in te i nostri padri hanno sperato, alla tua intercessione hanno affidato la loro vita, il loro destino, la loro salvezza eterna.
Rinnova in questo cammino di fede e di devozione, in preparazione al centenario i segni della tua predilezione, soprattutto la promessa che hai fatto prima di morire di non dimenticarti mai della città di Caccamo e di tutti i suoi figli.
Prega per noi o Beato Giovanni: per le nostre famiglie, i nostri figli, i nostri genitori, i nostri morti; benedici il lavoro delle nostre mani, le nostre intenzioni, di bene e il desiderio di essere testimoni sempre e dovunque di Gesù Cristo.
Intercedi ancora per quanti da ogni parte della Sicilia, d’Italia e del mondo intero si rivolgono a te per diventare coerenti costruttori di pace, di vero e autentico progresso.
Ci sostenga sempre la Vergine Maria nel cammino verso la vera patria dove con te, o Beato Giovanni, staremi sempre a contemplare la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo a cui sia lode e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

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BEATO GIOVANNI LICCIO

Caccamo, 1426/30 – 14 novembre 1511
Giovanni Licci fu discepolo e continuatore di Pietro Geremia nell’opera della restaurazione della vita regolare nei conventi Domenicani di Sicilia. Nacque nel 1426 a Caccamo; la madre morì nel darlo alla luce e lui venne da una zia. Fin da bambino praticò quell’astinenza che non ne accorciò la lunga vita, superò, infatti i 100 anni. Giunto ai quindici anni, essendosi recato a Palermo, entrò nella Chiesa di Santa Zita, tenuta dai Domenicani, per confessarsi. Qui incontrò padre Geremia, il quale, scorgendo in quel giovane la divina chiamata, lo invitò ad entrare nell’Ordine. Giovanni si fece molto onore nello studio e Dio gli fece il dono di saperla esporre con tanta forza da riuscire a convertire i più induriti peccatori. Fondò nel suo paese natale un Convento di cui fu il primo priore. Compiva con la più grande semplicità i più strepitosi miracoli. Dopo la sua morte, avvenuta il 14 novembre 1511, i ventiquattro ceri accesi intorno al suo cadavere arsero senza consumarsi. Papa Benedetto XIV il 25 aprile 1753 ha confermato il culto. È stato il primo domenicano di Sicilia ad essere iscritto nell’elenco dei Beati. (Avvenire)

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